Analogamente ad altre dipendenze la sexual addiction costituisce una condizione nell’ambito della quale un soggetto manifesta eccessiva attenzione nella messa in atto di comportamenti o pensieri volti a soddisfare un bisogno specifico; si tratta, in parole semplici, di spendere una quantità esorbitante di tempo a pensare o ad agire comportamenti legati alla sessualità.
Le sexual addiction possono includere alcune condotte facilmente “attuabili”, come ad esempio i contatti con le prostitute, l’utilizzo di materiale pornografico o la masturbazione eccessiva, e altre molto più “complesse” che costituiscono vere e proprie parafilie, ovvero perversioni sessuali in cui l’eccitazione trae origine da oggetti o azioni che sono considerati meno convenzionali o difficilmente “accessibili”; alcuni esempi di queste sono rappresentati dal feticismo (eccitazione da oggetti o parti del corpo specifiche) , dal voyeurismo (attivazione dell’arousal nell’osservazione di comportamenti sessuali altrui) e, in casi estremi, dalla pedofilia (l’eccitazione per il contatto sessuale con i bambini); quando le parafilie comprendono l’ossessione del malato circa l’oggetto del desiderio, allora si manifesta anche il comportamento “dipendente”, in questo senso il soggetto può spingersi alla ricerca di “appagamento” mediante la frequentazione di chat room a sfondo sessuale, l’utilizzo di social e messaggistica istantanea, le telefonate oscene.
Non esiste un fattore specifico che possa essere individuato come causa della sexual addiction, piuttosto questa andrebbe letta in un’ottica interattiva tra elementi biologici, psicologici e sociali che contribuiscono allo sviluppo dei disturbi; ad esempio, la dipendenza sessuale si innesta spesso sulla base di alcune predisposizioni psichiche e, riguardo la particolare variante della dipendenza sessuale “internet-correlata” alcuni studi descrivono i maschi che sono introversi e altamente istruiti come più inclini a svilupparla.
A livello psicopatologico, ansia e tendenze ossessivo-compulsive possono costituire fattori predisponenti nei confronti dell’insorgenza di questo tipo di sviluppo “dipendente”, un’altra possibile causa è poi da valutare nella ulteriore dipendenza dei soggetti da sostanze stupefacenti, alcool o altro.
Chi soffre di questi disturbi può manifestare tratti di personalità come insicurezza, impulsività, comportamenti compulsivi, problemi con la stabilità dei rapporti e l’intimità, bassa capacità di tollerare la frustrazione e la tendenza ad avere difficoltà a fronteggiare le emozioni.
I “sexual addicted” sono stati descritti come “attori” di un modello negativo di comportamento sessuale che porta a problemi o disagi che possono comprendere i seguenti tra i più significativi:
– Effetto di “tolleranza” come avviene nel caso delle sostanze farmacologiche vere e proprie, con necessità sempre maggiore di “assunzione” (che si traduce nell’azione del comportamento sessuale) per mantenere costante l’intensità e “prevenire” la sindrome d’astinenza;
– Sensazioni fisiche o psicologiche orientate in senso depressivo nel momento in cui si manifesta la consapevolezza di “non poterne fare a meno”;
– Desiderio o tentativo infruttuoso di ridurre o interrompere il comportamento;
– Negligenza riguardo attività sociali o lavorative a causa della dipendenza e, all’estremo, cronica incapacità di “smettere” anche a fronte di oggettive problematiche di sofferenza sul piano psico-fisico.
Nell’analizzare la sintomatologia “mentale” di un indviduo per “sondare” la presenza di una predisposizione verso una dipendenza di natura sessuale bisogna vagliare attentamente la presenza di indicatori di quadri depressivi o maniacali, di ansia, abuso di sostanze, allucinazioni o deliri, così come la presenza di alcuni disturbi di personalità che includono nei loro criteri diagnostici un sintomo rappresentato dal comportamento sessuale eccessivo.
Dal momento che alcuni dei sintomi della dipendenza da sesso possono verificarsi anche nell’ambito di vere e proprie patologie, lo “screening” psicodiagnostico ha proprio lo scopo di determinare se l’individuo soffra anche di un disturbo mentale specifico, in considerazione del fatto che qualsiasi disturbo associato ad un comportamento ipersessualizzato, come alcuni disturbi dello sviluppo, disturbo borderline di personalità o disturbo istrionico, può essere particolarmente difficile da distinguere da una pura e semplice dipendenza, svincolata da altri fattori di ordine psichiatrico.
Nel trattamento “rieducativo” e “contenitivo” dei soggetti che sviluppano questa tipologia comportamentale è importante insegnare loro a “riconoscere” e indviduare i cosiddetti “triggers” (meccanismi o stimoli che fungono da antecedente per l’innesco della condotta ipersessualizzata), rivalutando le distorsioni che nei loro pensieri contribuiscono all’”acting-out”, e in ultima analisi, bisogna favorire l’acquisizione di strumenti di “controllo” per quei comportamenti specifici.
Tuttavia, quando le compulsioni sessuali diventano eccessivamente gravi, può essere utile l’ausilio farmacologico per migliorare la compliance all’elaborazione psicologica; gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), spesso utilizzati nel trattamento di disturbi depressivi e d’ansia, ma anche di disturbi a carico del tono dell’umore, infatti, risultano estremamente funzionali nel trattamento di alcune dipendenze sessuali.
Tanti studi dimostrano che la “prognosi” delle dipendenze varia in base ad una serie di fattori, tra cui il tipo di dipendenza (anche se non si tratta di comportamenti parafilici o comportamenti sessualmente violenti) e il fatto che una persona con la dipendenza dal sesso, che si impegna in comportamenti sessualmente violenti, soffra di un’altra diagnosi di salute mentale.
Nel caso di reati sessuali, infatti, alcuni fattori che possono rappresentare una prognosi di trattamento psichiatrico intramurario, includono un numero maggiore e più di una tipologia di reati sessuali a connotazione parafilica e corrispondono, non di rado, ad un profilo psicologico con bassa empatia per la vittima, escalation di rabbia, violente fantasie sessuali, e tratti sadici.
La scelta di una professione che pone un soggetto in prossimità di potenziali vittime e l’uso della pornografia sadomasochista o a sfondo pedofilo sono elementi di alcune dipendenze sessuali che possono condurre l’individuo ad esperire un comportamento deviante, antisociale e antigiuridico, per questo motivo è importante fare una buona prevenzione soprattutto in ordine alla correlazione tra queste tematiche e il web, che rappresenta un’arma a doppio taglio, laddove c’è chi vende, chi compra, chi finge e chi semplicemente è vittima e trova un carnefice.

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