Proiezioni psicologiche e non: Alfio Marchini

Proiezione è un termine largamente utilizzato in ambito psicoanalitico e testualmente sta ad indicare un particolare meccanismo di difesa dell’inconscio che appunto “proietta” sull’altro alcune “qualità” nell’illusione di poterle dominare dall’esterno.

Le proiezioni che consideriamo in questo momento, invece, hanno tutt’altro oggetto e si riferiscono ai risultati dello spoglio delle elezioni amministrative a Roma.

Premesso che, come molti di voi sapranno, io non mi occupo di politica bensì di altre tematiche che hanno a che fare con questioni altrettanto “complesse”, la scelta di affrontare oggi l’argomento “Marchini” nasce appunto da una sorta di “proiezione” su questo individuo.

Non mi dilungherò sulla storia personale di Alfio, che si può facilmente apprendere tramite altre fonti, quanto più che altro sull’immagine di quest’uomo e sulle qualità che “proiettivamente” possiamo rivedere in lui.

L’aspetto esteriore lo avvicina certamente allo stereotipo del “belloccio”, termine che però, ai più, potrà suonare come dispregiativo, per questo motivo eviterò di usarlo e mi riferirò al Sig. Marchini “stravolgendo” un proverbio, per identificarlo, quindi, con un “monaco ben vestito”.

Perché si, Alfio è come un bel palazzo, una facciata curata con una struttura altrettanto valevole.

E’ un gentleman e lo ha dimostrato ampiamente, non solo nel corso della sua campagna elettorale, ma nell’arco di decenni; è uno che combatte la violenza nei confronti delle donne senza bisogno di utilizzare slogan demagogici, è un uomo che valorizza l’altro sesso attraverso un gesto che, obsoleto o no, rende la Signora protagonista nella sua unicità: il baciamano.

Percettivamente il baciamano ha lo stesso “suono” della parola “rispetto” e se ovviamente una valutazione sulle capacità organizzative e amministrative di un soggetto deve prescindere da altri aspetti che possono essere definiti “secondari”, i messaggi, quelli no.

A livello comunicativo l’impatto del baciamano di Alfio Marchini assume il significato di una bordata contro i maltrattamenti e le violenze perpetrati ai danni del gentil sesso, per questo motivo, da donna, non posso fare altro che lodare questo suo modo di fare politica.

Marchini rappresenta oggi un pezzo d’Italia che non c’è più, è un uomo che, pur dimostrandosi al passo con i tempi, non ha perso il legame con quegli usi passati che sono cari alle generazioni precedenti; avvicina il “vecchio” al “nuovo”, non è uno che distrugge per ricostruire ma, al contrario, punta al rinnovamento e al miglioramento di quanto già esiste.

Questo è quello che è emerso dai punti del suo programma; linee guida valide e fattibili, una campagna elettorale seria e fortemente coinvolgente, carica di messaggi “essenziali”.

E’ questo quello che io mi aspetto dalla politica: qualcuno che seriamente punti a rinnovare un sistema marcio; qualcuno che pur non partendo “dal basso” lo faccia con costanza, con tenacia e con tutti i mezzi a disposizione; gente capace di relazionarsi con altra gente, persone in grado di ascoltare prima di parlare; interventi sostanziali e mirati.

Marchini è questo: un’immagine in cui identificarsi, l’immagine di come vorrei che fosse la mia città; una Roma pulita, una Roma in cui la cultura vada di pari passo con l’estetica, una Roma con dei valori.

Solo il 9% dei miei concittadini ha scelto di dare fiducia a Marchini; probabilmente molti altri non ci hanno creduto ma avranno certamente sorriso alle battute dell’alter ego “Arfio”, senza dare peso ad un aspetto che spesso non contraddistingue i nostri politici: l’autoironia.

Il nostro Ingegnere ne ha da vendere e se “Roma ti amo” è diventato  il motto di “Arfio” io non posso esimermi dal fare a lui i miei più sentiti complimenti per la creatività, per l’impegno e per il buon gusto di aver creato una parodia divertente di un personaggio autorevole, augurando al Marchini originale di continuare a rappresentare per sé stesso e per gli altri quello in cui crediamo, perché lui è stato per me, come per molti, la “proiezione” di una politica vera, fatta di comunicazione, preparazione e sostanza.

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