50 anni, classe 1961, Gianluca Casseri  ha commesso stamani un gesto che definire folle è riduttivo.

Giunto in piazza Dalmazia, a Firenze, ha tranquillamente estratto la sua 357 magnum e sparato a due ambulanti senegalesi. Li ha uccisi. Nel ferirne un terzo ha poi raccolto i bossoli dei suoi proiettili per dirigersi verso il mercato di S.Lorenzo, lì altri due feriti, sempre di origine senegalese. Identificato e braccato dalla polizia si è poi rifugiato in un parcheggio sotterraneo, dove, a seguito di una sparatoria si è tolto la vita con un colpo della stessa arma da fuoco, all’interno della sua wolkswagen polo grigia. Il fatto è scioccante, una delle stragi più efferate che Firenze abbia mai conosciuto, in un’epoca che sembrava ormai lontana da quella del leggendario e nefasto ku klux klan, che propugnava il razzismo, la superiorità della razza bianca e tante altre teorie che nella mente del ragioniere, originario di Pistoia, hanno contribuito a generare il germe della follia.

Militante di estrema destra, cultore del neonazismo e del negazionismo, quest’uomo era un simpatizzante di Casa Pound e membro di associazioni culturali di dubbio interesse. Aveva fondato una rivista ed era solito scrivere di sé in terza persona dicendo, tra l’altro, che “I suoi molteplici interessi nel fantastico, tutti rigorosamente inattuali, spaziano da Flash Gordon al cinema di fantascienza degli anni Cinquanta, dagli autori di Weird Tales ai film di Val Newton e oltre. Nel 2001, in pieno trionfo di Internet, ha la geniale idea di fondare una rivista cartacea, La Soglia, dove sfoga le sue manie multimediali. Per distrarsi dalle cose serie pare che faccia il ragioniere”.

Queste poche informazioni, in relazione al fatto commesso, fanno propendere per l’idea di una personalità fortemente patologica, nascosta dietro una maschera di finta normalità. Cosa abbia contribuito al generarsi di questa patologia non ci è dato saperlo, tuttavia, volendo azzardare un’analisi della personalità del Casseri, alla luce di quanto riscontrabile attraverso le informazioni a noi pervenute, possiamo inserire le idee xenofobe dell’uomo all’interno di un quadro piuttosto complesso.

In un periodo storico in cui, nel nostro paese, c’è una grossa ambivalenza nei confronti della figura dell’immigrato, il ragioniere di Pistoia aveva scelto di appoggiarsi alle tesi politiche di estrema destra per compensare le proprie tendenze e probabilmente sopperire ad alcune mancanze. Ci siamo trovati di fronte ad un individuo che, già attraverso i propri scritti presenti in rete, aveva manifestato dei “segnali d’allarme”, inoltre, nelle sue stesse parole, si leggeva chiaramente quella che era la sua convinzione, ovvero la “genialità” dell’idea di creare una rivista con contenuti palesemente oltranzisti.

Così come lo stesso Hitler, il Casseri poteva presentare una personalità narcisistica, pervasa da un senso grandioso di sé, fortemente patologico e con tratti paranoidei; parlava della sua professione di ragioniere definendola una “distrazione dalle cose serie” e, a dimostrazione di ciò, aveva rilanciato la teoria antisemita del complotto mondiale degli ebrei. Cosa possa averlo spinto nella mattinata del 13 dicembre a compiere il folle gesto, a questo punto, è difficilmente ipotizzabile, ma di certo è possibile dire che il tutto è stato compiuto con freddezza e metodo, in un delirio lucido e consapevole che ha portato poi all’epilogo suicidiario.

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